Spalt Harley Davidson

Potremmo definire Michael Spalt un vero e proprio ibrido creativo: ha studiato cinema, fotografia e pittura al San Francisco Art Institute, dove si è laureato nel 1981. Poi ha continuato lo studio della pittura all’Accademia di Arti Applicate di Vienna. Tornato a Los Angeles, ha lavorato nel cinema con diversi ruoli, concentrandosi sugli effetti speciali. Grazie a questa esperienza ha sperimentato le tecniche e i materiali con cui ha realizzato diverse centinaia di chitarre, tutte “pezzi unici”. La sua idea base consiste nel realizzare collage, patchwork, montaggi degli oggetti più diversi, fissandoli sulla tavola acustica della chitarra con moltissimi strati di sottile resina, che una volta asciugata, imprigiona per sempre gli elementi prescelti, consentendo comunque alla chitarra di suonare al meglio, anche grazie al frequente uso di pick-up d’epoca (www.spaltinstruments.com).



Come collezionista non ho potuto ovviamente resistere, e oggi ne possiedo cinque, le vedremo una per una. Quella che vedete qui è una “custom order”, vale a dire una chitarra fatta su ordinazione. Mentre la passione per la chitarra può essere praticamente eterna, più difficile è proseguire quella per la Harley Davidson, data l’età…Così poco prima di vendere la mia Sporster 1200, ho chiesto a Michael, che ho conosciuto personalmente ad un NAMM (la fiera mondiale degli strumenti musicali che si tiene ogni anno ad Anaheim), di costruirmi una chitarra con pezzi di ricambio, oggetti del Custom Shop della Harley Davidson (anche loro ne hanno uno!), mappe della California e una targa veracda lui recuperata nella zona di Los Angeles. Non manca il richiamo alla Route 66, che è anche il titolo di un famoso brano jazz. Nascosti sotto le coperture dei pick-up a forma di pistoni, ho fatto mettere a Michael i P90, famosi per il loro suono aggressivo e facilmente rombante…Lo strumento è talmente bello e interessante, che la rivista Chitarre lo ha messo sulla copertina di un numero contente un articolo dedicato a Michael.

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Michael Spalt may be defined as a true hybrid creative: he studied moviemaking, photography and painting at the San Francisco Art Institute, where he graduated in 1981. He then went on to study painting at the Academy of Applied Arts in Vienna. Once back in Los Angeles, he worked in cinema, focusing on special effects. This allowed him to experience techniques and materials which he then used to create several hundred guitars, each of them a “one-of-a-kind” item. His basic idea is to create collages, patchworks and fittings of the most diverse objects, fixing them upon the guitar’s acoustic board with many thin layers of resin. Once dried, the resin imprisons the chosen elements, while still allowing the guitar to sound at its best, also thanks to the frequent usage of vintage pick-ups (www.spaltinstruments.com). As a collector I could not resist this fascinating approach, and now I own five of his masterpieces, which I will show you over the next few weeks. What you see here is a custom order piece. At my age, I can still follow through with my eternal passion for guitars, but I have a hard time keeping up with my passion for Harley Davidson… So just before selling my Sportster 1200 I asked Michael, whom I met personally at NAMM (see the previous article), to build me a guitar with motorcycle spare parts, components from Harley’s own custom shop, as well as maps and a license plate from California. How could it miss a reference to the Route 66 – incidentally also the title of a famous jazz song. I asked Michael to install P90 pick-ups, famous for their aggressive and roaring sound, and hide them under piston-shaped covers. The instrument is so beautiful and interesting that the Italian magazine “Chitarre” (Guitars) featured it on the cover of an issue dedicated to Michael’s work.


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