Sport
Ho sempre vissuto lo sport da dilettante come un momento di evasione capace di divertire, rilassare, mettere in contatto con la natura…e imparare anche una nuova disciplina. Quando abitavo a Biella avevo le piste da sci del Mucrone a venti minuti da casa, e lì ho cominciato a praticare lo sci da discesa. Una volta trasferito a Milano, per molti anni ho affittato una casa a Torgnon (Valle d’Aosta) da dove parte una pista di fondo di 32 km con viste spettacolari sul Cervino, e quindi… vai con gli sci di fondo.
Ho avuto le prime lezioni di equitazione al Club Mediterranèe di Santa Giulia in Corsica per poter fare escursioni nella macchia e galoppate su spiagge incontaminate. Nel 72 ho comprato un focoso cavallo mezzosangue maremmano/irlandese (si chiamava Tom Hagar) con cui ho imparato a “gettare il cuore al di là dell’ostacolo e andare a riprenderlo”, come recita il vecchio aforisma. L’ho tenuto per sedici anni, insieme ad una enorme olandese, Zibertha, ottima saltatrice. Ho poi imparato a veleggiare nelle Eolie sulle derive, il che mi ha permesso poi di governare con grande divertimento barche di amici facoltosi, dai 15 ai 35 metri! Attualmente ho un Trident di 5 metri all’Idroscalo di Milano, divertente quando è tranquillo, davvero impegnativo quando il vento forte cambia continuamente direzione. Lì tengo anche un kayak per vogare nella natura: una vera risorsa per un abitante di Milano. Qualche anno fa, su istigazione del compianto presidente dell’Art Director’s Club Franco Moretti (grande harleysta) ho comprato una Sporster 1200. Dopo un paio d’anni, un amico luminare della psicologia mi disse: ”Quando uno della tua età si compra una moto del genere, vuol dire che ha una amante di vent’anni o un istinto suicida”. Così l’ho venduta, anche perché ho scoperto che qui da noi non c’è la Route 66…













