Musica
Una grande passione a tutto campo
Mio padre adorava ascoltare la musica lirica alla radio, e io a 4 anni salivo su uno sgabello e dirigevo una immaginaria orchestra. Mia sorella più grande ascoltava il jazz, l’altra sorella meno grande le canzoni francesi. Mia nonna mi regalò la mia prima chitarra (una Eko) a 14 anni, e l’hanno dopo avevo già un gruppo con cui suonavamo i ballabili sulle rotonde sul mare…Mi innamorai – non so perché – di un contrabbasso di poco prezzo con cui mi divertivo a seguire i dischi di jazz. Andavo ai concerti per capire la diteggiatura e sono diventato un bassista “ad orecchio” molto ricercato perché avevo uno swing innato.
A partire dal 1965 militato per dieci anni nella Bovisa New Orléans jazz band con cui accompagnammo Louis Armstrong alla Rai nel 1968. Per altri dieci ho suonato chitarra e contrabbasso nella Swinghera con un repertorio più ellingtoniano. Da quando me lo sono potuto permettere ho cominciato a collezionare chitarre vintage e moderne. In anni più recenti ho fondato una band di oggettivo livello, BJG Roots Music, nata con l’intento di far conoscere ai giovani le origini del rock &roll. Nel 76 avevo fondato una piccola etichetta discografica, che tra l’altro pubblicò in prima mondiale Les ètudes australes di John Cage ad opera di Bruno Canino, la prima incisione dei Percussionisti della Scala, delle Trappiste di Vitorchiano, e dell’ensemble Berruti per Ottoni e organo. Nel genere folk il primo disco del gruppo Zafra, La signora Stracciona e diversi dischi di ClaudioChieffo.


Intervista Blogfolk
Accompagnando Louis Armstrong in Rai nel 1968
Il concerto al Milano Jazzin Festival all’Arena di BJG Roots Music → B per Bluegrass J per Jazz G per Gospel
Il concerto per il mio settantesimo compleanno, con tutti coloro con cui ho suonato negli anni, dalla Signora Stracciona al gruppo Gospel Mnògaia Lèta, dal gruppo rock Take Away alle band Bovisa New Orlèans Jazz Band, Swinghera, Lino Patruno Jazz Show e BJG.

The Albert’s Collection
Una veduta parziale della mia collezione di chitarre vintage e moderne
La Route 66 fu una strada usata per la migrazione verso ovest, specialmente durante il dust bowl. Nel 1940, John Steinbeck pubblicò Grapes of Wrath (Furore), che gli valse il premio Pulitzer. Nel 1946, il pianista jazz Bobby Troup scrisse la sua famosa Get your Kicks On Route 66, dopo aver percorso di persona la highway per andare in California. Egli mostrò la canzone a Nat King Cole che la fece diventare uno dei più grandi singoli della sua carriera. La canzone più tardi divenne un pezzo del repertorio di Chuck Berry e fu incisa da molti altri artisti, inclusi i Rolling Stones e i Depeche Mode.





In alcuni dei miei viaggi negli Stati Uniti per lavoro, mi è capitata più volte di percorrerla, in particolare lunghi tratti in Arizona, California e Illinois. Ho visto panorami incredibili, ho incontrato le più diverse Harley Davidson, ho ascoltato in un locale di Phoenix la famosa canzone cantata e suonata da un bel gruppo Blues, e mi sono pure comprato una fibbia per la cintura con il logo.
Così, dopo essere diventato unico possessore al mondo della Stratocaster “Plastiform”, costruita dal Master Builder del Custom Shop della Fender Todd Krause e decorata dalla famosa illustratrice Pamelina H. di Los Angeles, le ho chiesto di creare appositamente per me un altro pezzo unico: la Telecaster Route 66.

Crapa Pelada – Lino Patruno e Alberto Contri
After You’ve Gone
La rivisitazione di una bella idea americana (un trattore a due tempi al posto della batteria). Trattore Landini messo a disposizione dal Museo degli antichi strumenti di lavoro di Villa Annoni di Cuggiono.